Scopri le origini di uno degli edifici più affascinanti e misteriosi della città.
La struttura, commissionata dal governo austriaco del Regno Lombardo-Veneto, fu realizzata dall’ingegnere Giuseppe Brivio tra il 1851 e il 1855, come ampliamento di Palazzo Marliani-Cicogna, e fu adibita a struttura detentiva.
Il progetto originale del 1850 prevedeva una struttura a panopticon, poi non realizzata.
Attivo per quasi 130 anni, nella seconda metà del ‘900 esso poteva accogliere fino ad un massimo di 40 prigionieri, in celle di 3,5 x 4,5 metri.
Nel 1908 ebbe luogo la prima evasione della storia del carcere di quattro detenuti che, favoriti dal sovraffollamento della struttura, riuscirono a fuggire realizzando un buco nel muro.
Nel gennaio 1926 avvenne un nuovo tentativo di evasione da parte di tre detenuti, che aggredirono una guardia, ma l’azione fu sventata dall’intervento delle forze dell’ordine.
Nel 1959 avvenne anche la seconda evasione nella storia delle carceri, con la fuga di un detenuto.
Nel 1972, comunque, ospitava ancora 34 detenuti, e nel 1977 la struttura fu scelta per ospitare alcuni prigionieri provenienti dal carcere di Rho, chiuso per mancanza di personale.
Nel 1980 fu teatro dell’evasione (la terza dopo quelle del 1908 e del 1959) di tre detenuti, che realizzarono un buco nel soffitto per poi calarsi con delle lenzuola.
Già considerato antiquato negli anni ’50 (il servizio sanitario era di gran lunga più inefficiente rispetto ad altri istituti della zona), negli ultimi anni di funzionamento il carcere, ormai divenuto obsoleto, versava in condizioni strutturali e igienico-sanitarie del tutto inadeguate.
Il carcere funzionò fino agli Anni ’80 e venne definitivamente chiuso nel 1984, sostituito da una struttura più moderna, realizzata lontano dal centro città. Proprio nel 1984 avvenne l’ultimo tentativo di evasione, fallito, che causò danni ad un muro di cinta della prigione.
Benché l’edificio sia attualmente in disuso e in stato di abbandono, nel 2016, è stato eccezionalmente aperto al pubblico, per alcune visite gratuite organizzate dal Comune.
Analoghe visite si sono svolte nel 2017, grazie anche all’iniziativa di privati cittadini. In questa occasione Andreella Photo eseguì le scansioni a 360° che furono poi utilizzate per la creazione di questo sito.
Nel 2019 viene approvato un progetto definitivo per il recupero dell’edificio, che sarà riutilizzato come polo culturale per la consultazione di libri e materiali multime
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